L’Additive Manufacturing è quella pratica dove i componenti meccanici vengono prodotti non più per asportazione di truciolo, come succede per le macchine utensili tradizionali, ma per deposito progressivo di materiale. In questo modo si riescono ad ottenere componenti con geometrie complesse, spesso impossibili da realizzare alle macchine utensili.
In questo articolo andremo a concentrarci sulle stampanti di tipo FFF (Fusion Filament Fabrication) dato che è presente una stampante di questo tipo all’interno del nostro parco macchine, in particolare il modello A2V4 del marchio 3NTR (fig.1).
Questo modello ha un volume utile di stampa di 600x325x500(altezza) mm e consente la stampa di numerosi polimeri riuscendo a gestire in modo ottimale la temperatura di stampa sia degli estrusori che della camera.
Il processo di produzione di un componente mediante questo tipo di tecnologia si compone delle seguenti fasi:
- 1. Generazione della matematica del componente mediante CAD e conversione di quest’ultima nel formato processabile dal software della stampante, generalmente un file di tipo STL.
- 2. Esportazione del file STL all’interno del software di slicing della stampante. In questo ambiente si eseguono tutti i settaggi propedeutici alla buona riuscita della stampa. È possibile andare ad agire sulla direzione di stampa (e quindi la direzione dei layer) a seconda della direzione dei carichi esterni che deve sopportare il componente. Inoltre, è possibile andare ad agire sulla densità della struttura reticolare del componente, sulla geometria del reticolo, sullo spessore delle pareti e così via a seconda delle specifiche finali del componente stampato.
- 3. Pulizia del componente stampato da eventuali supporti o residui di stampa. Si possono effettuare trattamenti post-stampaggio come trattamenti chimici e termici, ma anche lavorazioni di finitura alle macchine utensili.
Slicing piastra di sterzo
I principali materiale da noi stampati sono:
- l’ABS, che ha una resistenza meccanica a snervamento di 26 MPa, è il miglior compromesso tra costo e prestazioni, soprattutto per la prototipazione.
- l’ABS-HD, che ha una resistenza meccanica a snervamento di 47 MPa, viene impiegato per la realizzazione di pezzi meccanici ed è certificato anche per il settore alimentare.
- l’ASA, che ha una resistenza meccanica a snervamento di 47.5 MPa, è l’evoluzione dell’ABS sia in termini di resistenza che di estetica e di stabilità ai raggi UV.
- Nylon Carbon+, che ha una resistenza meccanica a snervamento di 105 MPa, permette di ottenere prototipi con resistenze meccaniche adatte anche alle condizioni di carico più gravose.
Inoltre, abbiamo la possibilità di stampare componenti in elastomero, come guarnizioni e ventose, grazie al kit ausiliario SPFU (Soft Polymer Feeder Unit).

